Sono oltre 400 gli impresari, gli studiosi e i professori venuti da tutto il mondo per assistere al consesso internazionale, considerato il più grande evento artistico e scientifico dell’umanesimo contemporaneo. Un evento che ha ricevuto importanti riconoscimenti istituzionali: dall’adesione del Presidente della Repubblica ai patrocini del Senato della Repubblica, della Regione Umbria e della Provincia di Perugia, della Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, della Facoltà di Amministrazione “Antonio Meneghetti” in Brasile e della Facoltà di Psicologia dell”Università Statale di San Pietroburgo.
Durante i dieci giorni di congresso il tema sarà approfondito nelle sessioni mattutine tenute da docenti internazionali e in quelle pomeridiane tenute dall’accademico prof. Antonio Meneghetti, fondatore della scuola ontopsicologica.
“C’è davvero una grande forza rivoluzionaria in questo messaggio che è sicuramente contro corrente. La scuola ontopsicologica è una scuola di pensiero e di conoscenza che rappresenta un grande messaggio per chi si pone nella condizione di sapere di non sapere mai abbastanza, per chi sa di dover sapere sempre di più, per contribuire ad una crescita e sviluppo del valore dell’uomo nel suo tempo”, ha dichiarato Ada Girolamini, consigliere della Regione Umbria.
L’evento rappresenterà dunque l’occasione di esposizione di nuove scoperte in grado di dare l’angolazione innovativa per l’esattezza e vitalità della scienza e dell’economia. Vengono pertanto messe in campo la responsabilità di scienziati ed economisti, politici e artisti, chiamati a dare risposta alle esigenze di crescita dell’uomo. “La grandezza si costituisce dalla soluzione di rapporto tra università e società in recupero dei principi ontologici a funzione ed evoluzione dell’uomo per l’uomo su questo pianeta”, ha dichiarato Antonio Meneghetti.
Ho partecipato ad un seminario in Lettonia tenuto dalla FOIL lettone e indirizzato ai giovani.
Nella conferenza inaugurale il prof. Meneghetti ci ha spiegato chi è il “giovane”.
E ci ha fornito una sorta di schema, formato da tre punti da individuare.
Il primo punto riguardava le nostre capacità, cosa sappiamo fare, quali sono le doti naturali, quali le risorse territoriali, le amicizie e le conoscenze da poter utilizzare.
A che fine? Ecco il secondo punto: il progetto. È necessario individuare il proprio, quello che vogliamo fare, quello che ci interessa, il nostro desiderio profondo che ci dà realizzazione: individuare quindi le risorse e dar loro un indirizzo.
Infine come terzo punto: la costanza, l’azione giornaliera mirata alla costruzione del nostro progetto. Alla fine della giornata dobbiamo poter dire che abbiamo posizionato un mattone in più per il progetto.
Ho apprezzato molto questa sorta di buon senso elementare, facilissimo da comprendere, ma per niente scontato … anzi! Interessanti gli strumenti ontopsicologici per attuare questi tre punti.